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Mal d’amore: che dolore!

Se si potesse cancellare subito il mal d’amore, con una magica gomma!

Quando l’altro ci lascia sembra impossibile smettere di piangere, trovare un senso alla nostra giornata, andare avanti lo stesso. L’amore è una faccenda di molecole chimiche, come dicono i neuroscenziati, che producono neuro-trasmettitori e neuro-ormoni che attivano aree cerebrali connesse all’innamoramento, all’attaccamento, al benessere (ossitocina e/o dopamina).

Sono questi ormoni che hanno segnato e scritto dentro la nostra psiche i segni incancellabili della persona amata.

Quando la storia finisce può subentrare una visione tunnel, quasi ossessiva:  la nostra mente continua riporta a pensare  solo alla persona che abbiamo amato e  i livelli di serotonina e di autostima si abbassano e subentrano stati di tristezza, senso di perdita, apatia, scoraggiamento, ansia da separazione.

Ma il mal d’amore non è una malattia, di per sè! Il consiglio è fare attenzione agli effetti collaterali, l’emergere fragilità e vulnerabilità nella persona che, se sviluppa modalità psicopatologiche, è utile ricorrere ad un sostegno psicologico.

EMDR, la cura per trauma, ansia, panico, fobie, lutto

EMDR, (Eye Movement, Desensitization and Reprocessing) è un trattamento psicoterapeutico che favorisce la risoluzione di sintomi di ansia, panico, fobie, depressione, lutti dovuti a esperienze stressanti e traumi. E’ una tecnica elettiva per il Disturbo Post Traumatico da Stress, usata in psicologia dell’emergenza per dare sollievo e favorire la ripresa di condizioni di benessere laddove si sono vissute esperienze di minaccia alla propria vita (terremoti, disastri ambientali, incidenti, etc). E’ inoltre sempre più dimostrata l’efficacia per la cura di sintomi emotivi e disagi psichici quali fobie, disturbi di panico, ansia generalizzata, problemi relazionali e di autostima, ansia da prestazione, dolore cronico. Grazie alla stimolazione bilaterale (Movimento Oculare o Tapping) effettuata dal terapeuta, che nel frattempo seguendo il protocollo delle fasi dell’EMDR ha provveduto a raccogliere la storia del paziente e dell’evento passato o recente, il ricordo e il pensiero negativo e disfunzionale legato all’evento (es. lutto) o al sintomo di ansia, o di panico, viene rielaborato in modo da non disturbare più. Non si cancella l’esperienza stressante (trauma, stress), non si dimentica la persona deceduta o l’evento che scatena paura o fobie, ma viene cambiata l’informazione e la componente emotiva diviene più adattativa e sostenibile per la persona. E’ un processo di autoguarigione che la nostra mente fa, sostenuta dalla relazione terapeutica. Per approfondimenti: www.emdritalia.it

Conoscersi significa amarsi: conosci te stesso

«Molte volte, conoscere se stessi, Socrate, mi è sembrata una cosa alla portata di tutti. Molte volte, invece, assai difficile».

Così Alcibiade manifestava al maestro la sua preoccupazione di fronte alla fatica che comporta crescere.

Socrate gli rispose: «Alcibiade, che sia facile oppure no, conoscendo noi stessi potremo sapere come dobbiamo prenderci cura di noi, mentre se lo ignoriamo, non lo potremo proprio sapere.»

E-STATE…..

Come state in questa estate 2017?

Il caldo, la paura, le morti, l’Italia presa d’assalto, sembrano farla da padrona. Ma lontano dalla propria casa e dalla propria routine non ci si bada, ci si accorge di poco, cercando di fare durare il più possibile questo periodo di vacanze, di vacuum che la nostra mente e il nostro corpo ricercano come l’acqua in una giornata afosa.

Staccare, distrarsi, evadere, rompere gli schemi è salutare, benefico, indispensabile. E’ come fare la muta, cambiare la pelle, rigenerare cellule e tessuti per rimetterci al lavoro, per affrontare l’inverno… E allora facciamo i turisti (tanti) e poco i viaggiatori come scrive C. Bordoni su La Lettura del Corriere della Sera. Il viaggio determina il cambiamento: pochi sanno cogliere la bellezza, il tempo, la durata del viaggiare, di cosa succede e cosa incontriamo durante il nostro trasferimento da-a; molti devono arrivare il prima possibile nel luogo di vacanza (ecco la paura dell’aereo: non abbiamo il tempo di adattarci a quell’esperienza che c’è tra il lasciare e il trovare, il partire e l’arrivare, che ci viene l’ansia e il panico!). Si corre anche d’estate senza posare il “guardo” (poetica leopardiana) su ciò che ci sta attorno, “dritti alla meta, sgomitando per raggiungerla. Invece per chi viaggia, la meta è un pretesto necessario a giustificare la decisione di partire. Abbiamo accorciato le distanza e ridotto i tempi di percorrenza, ma forse ci siamo giocati il piacere di viaggiare”.

E così anche l’Estate e le vacanze assomigliano a quel quotidiano nevrotico e caotico che ormai è familiare, forse vitale. Peccato! Buona fine di Estate, chissà se ci diamo il permesso di gustarla e assaporarla con più calma, lentezza e gentilezza.

INFERTILITA’, PROCREAZIONE ASSISTITA E EMDR

La sofferenza psicologica legata alla infertilità trova nell’ EMDR un valido supporto.

L’ EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è un trattamento psicoterapeutico scoperto nel 1989 dalla psicologa americana Francine Shapiro (www.emdritalia.it).

Trova una valida applicazione nel supportare la donna o la coppia nella esperienza di difficoltà procreativa e durante il percorso di procreazione medicalmente assistita. Attraverso un intervento mirato e specifico,  i vissuti emotivi particolarmente stressanti e pesanti vengono rielaborati grazie alla stimolazione bilaterale svolta dallo psicoterapeuta.

Le emozioni, le convinzioni, le sensazioni legate all’infertilità cominciano così ad assumere una forma più adattativa e funzionale, anziché influire negativamente sullo stile di vita della donna e della coppia togliendo la parte più disturbante e traumatica dell’infertilità e rafforzando le risorse e le strategie di autoefficacia.

Ulteriori benefici si riscontrano nel periodo dell’eventuale gravidanza, quando comincia ad instaurarsi il legame madre-bambino, affinchè questa importante fase sia pulita dagli aspetti negativi (stress, ansia, paura, scoramento, senso di inadeguatezza) sorti durante gli anni di ricerca di un figlio.

Attraverso l’EMDR si può trovare un supporto rilevante anche per elaborare il lutto di una genitorialità/maternità negata, quando la donna e la coppia devono dire basta e accogliere il limite al loro progetto genitoriale.

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